Equilibrismi

Fragili ali di cristallo che stridono e si rompono con un sospiro. Come la vita, fragile; è così complicato tenere i fili della felicità, tesi a camminare in quel lembo di terra tra l’oscurità del dolore.
Basta un attimo, una distrazione, e si è dispersi nuovamente.
Nuoti e fai di tutto per non annegare; risali e ti rimetti nel tuo equilibrio, nel tuo groviglio di fili tirati.
Tutto ha una fine, tranne il dolore che accompagna ogni cosa che finisce.
La vita è un mare di dolore e noi sopra ad un piccola zattera di sabbia che, a denti stretti, tentiamo di non far affondare.

Buon viaggio a tutti.

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Ogni singolo istante determina il peso dell’esistenza.
Ogni battito, ogni respiro è fondamentale.
E noi li buttiamo via, prendiamo la vita e la stracciamo.
Siamo una vergogna.
Meritiamo il fango, la polvere.
Ci crediamo grandi, ma non siamo niente.
La morte torna, ogni volta, a farci ragionare su ciò che siamo.
Siamo sicuri che la vita sia adatta a noi?
Vi siete mai chiesti se non siete fatti per la vita che conducete?
Vi siete mai posti il problema che rimandare a domani è solo donare un giorno in più alla morte, e che quel “domani” non avverrà mai?
Non vi siete ancora messi in testa che non siamo speciali? Non siamo nessuno e se c’è un Dio forse, che a lui non piacciamo?
Prendete la vita e fatela vostra, altrimenti accendete la tv e guardatela passare dalla finestra.

Teoria del tempo.

Ritengo che il tempo debba essere fermato.
Voglio che il tempo si fermi per tutto il corso della vita a parte che per pochi momenti.
Pretendo che il tempo scorra solo quando la vita valga la pena essere vissuta. Ciò che fa di una vita una bella cosa sono pochi momenti, la maggior parte del tempo è quotidianità che passa senza nulla lasciare. Ecco io desidero che nel quotidiano il tempo si congeli, cosicché io non debba sentirne la noia e invece nei momenti importanti il tempo fluisca, cosicché io possa riceverne tutto il bene o il male che il momento stesso mi può donare. Solo così si potrebbe avere una vita davvero vissuta. Una sequenza di emozioni, ecco cosa pretendo dalla vita e dal tempo che la spinge.
Assorbire tutti i pianti, le risa, i baci e i pugni; condensarli e farli miei lasciando il resto ai morti, nell’oscuro, dimenticandolo.