Pezzi di Vita

5880897967_d2b7aacdde_zQuarto. 

Le domeniche, famose per essere buttate al vento nel dolce far nulla. Incredibile quanto si voglia stare un po’ a riposo e quanto ci si annoia quando lo siamo.
Pace, calma solitudine. Un cocktail esplosivo che induce l’individuo a sbuffare sul divano di casa mentre ci sono le corse di macchine.
Le domeniche pomeriggio: inutile negare che sono inutili.
Eppure, anche se è Domenica, M. ha la forza di alzarsi da quel divano e di uscire la sera con gli amici. Niente di che, anzi, anche meno di quello che ci si aspetterebbe da un gruppo di ragazzi. Il silenzio è il loro migliore amico le domeniche sera; seduti su panchine di legno umido ancora con la testa sbattuta dentro la discoteca della sera prima. Silenzio e poco più.
Un leggero vento e M. fischietta mentre due giocano al cellulare e uno fuma. Non c’è solitudine migliore di quella che si ha quando si è in compagnia. Non è importante parlare, l’importante è star soli assieme.
Ma ad un certo punto, l’amico che fuma spezza il silenzio: “Guarda che luna cazzo..”
M. si gira e la vede per la prima volta in tutta la sera: una luna grande e bianca.
A volte le domeniche servono a qualcosa.

SMS

Maledetti messaggi di notte.
Sono diversi, ingannevoli.
Il tavolo vibra e la stanza si illumina un poco. Un rumore che ti sveglia e con gli occhi doloranti dalla luce guardi il telefono.
Cosa c’è di più magico?
Non so.
È la realtà che si fa spazio, è la vita che potrebbe cambiare in quel messaggio.
Un messaggio di notte acquista significato puro. “Ti voglio bene” scritto a mezzogiorno non credo sia lo stesso “Ti voglio bene” scritto alle 3 di notte.
Spero sempre di svegliarmi per sentire quel telefono vibrare, per sentire il senso di mistero e piccolo piacere che si prova nel pensare che qualcuno ha dedicato cinque minuti nel sonno della sua vita per scrivere a me.
Aspetto.
La realtà che si fa spazio nel mio sonno.

Dialogo

E io mi chiedo perché sono qui, davanti a te, a parlare. 
Che senso ha? 
Credo nessuno, e anche tu lo credi.
Vedi? Fai il mio stesso gesto, indicandomi. 
E comunque vadano le cose, mi ritrovo qui a raccontarti di me; a dirti che non riesco a sentire più niente. 
Niente. 
Il pizzicore delle labbra contro i denti è uguale alla peggiore pugnalata al cuore. Non sono un uomo se non fatto di pietra e acqua. 
E’ la vita che ti rende così, come si possono sopportare tutti i sassolini che ti cadono in testa senza fartela sanguinare? 
Impossibile resistere alla tentazione di ripararti il capo. Impossibile se non indurendo i muscoli fino a farli diventare di argilla. 
Tanto solida quanto facile da rompersi, una volta caduta al suolo. 
Ma l’argilla si è presa tutto e adesso io sto ricomponendo i pezzi. 
  Pezzo dopo pezzo, ma non adesso. 
Spengo la luce e esco dal bagno, fissando lo specchio.