Cerca la mano che congela
il tempo.
L’invisibile è ciò che vedo meglio.
La realtà è solamente la fantasia di altri.
Ma se è degli altri,
la vita può esser tua?

Cerca quella mano e stringila
al petto.
Non mangiarti le mani per la disperazione,
mangia l’aria che loro stanno finendo,
bevi le parole che solo tu puoi creare,
tappati le orecchie alle loro idee pensanti.
Un silenzio così non si era mai visto.

Scoprirai che quella mano fredda
è proprio tua.

Stile libero

nuoto
“Muoviti che fa freddo!”
“Arrivo, un attimo!”

Quella porta cigola ogni volta che l’apri. Non perde mai un colpo; sempre attenta, ti punta gli occhi addosso e finché non metti la mano sulla maniglia non ti lascia stare. Lenta, si muove e con immensa goduria demarca il fatto che siamo entrati, gettando le luci dell’attenzioni di tutti su di me e mio padre. Poi sommessamente sbatte per concludere la scena. Come un punto e a capo, lasciando un attimo di silenzio attorno, come una riga bianca.

Sotto quella pioggia di guardi avanziamo.
“Due ingressi, per favore” mio padre intanto che parla cerca il portafoglio.
Il commesso è un poveretto, ciccione e isolato nella sua sedia pare un nano.
“10 euro, grazie”

L’odore del cloro invade, spolpa la pelle e tappo ogni poro possibile. Sei già lì, con cuffia e occhialini pronto a tuffarti. Quest’odore non fa respirare, ti senti quasi in affanno. Ma una volta che ci si tuffa, la musica cambia. Eccome se cambia.

Quel freddo buono dell’acqua azzurrina. Le orecchie si coprono e senti l’unica cosa di cui ti dovrebbe importare al mondo: il tuo respiro.
Intenso pervade l’ambiente e diviene colonna musicale dei pensieri. Nuotare è la cosa che più avvicina alla natura dell’uomo incivilito. Si è completamente immersi nell’elemento, soli; sempre soli ma in compagnia dell’elemento. Si diventa un tutt’uno con esso. Si tira fuori un braccio e non si riesce più a capire dove finiscono le dita e iniziano le gocce.

Domani che faccio? 
Certo che si sta proprio bene in acqua.
Meno male che c’è poca gente.

Più si va avanti a nuotare più la mente affoga nei pensieri, sempre più giù sempre più torbi. Le prime cose che vengono in mente sono solamente le cazzate quotidiane; le seconde riguardano le persone a te vicine

Chissà se oggi riesco ad uscire con gli altri, è da un po’ che non li vedo.

le ultime cose sono il fondo del pozzo: parlano di te.

Se fossi un bravo nuotatore magari potrei entrare nella squadra di nuoto del paese; inizierei a fare gare, la mia vita cambierebbe. Magari scopro un talento in tutto ciò. Ma ormai sono troppo vecchio per gareggiare, se fossi un bravo nuotatore nessun istruttore osservandomi direbbe: “Ehi! Prendiamo quel ragazzo nella nostra squadra!” ma al contrario direbbe: “Guarda come nuota bene quel ragazzo.” lasciando nell’oblio la mia carriera e trasformandomi solo in un nuotatore mediocre.

Pare stupido ma è l’inizio del declino. E’ la biglia spinta per un piano inclinato.
Più nuoti e meno ti ritrovi in acqua.
Le braccia sono remi che ti portano verso nuove coste. La tua mente è il motore. La vita solo combustibile.

“E’ tardi, esci!”
E ritorni al freddo di fuori, all’odore del vento.
A nuotare nella folla.