Naufrago della mente

Voglio parlare con qualcuno, non so chi. Ma qualcuno, o per lo meno qualcosa, che ascolti.
Perché quel qualcuno (o qualcosa) dovrebbe sapere che la notte, soprattutto se poco fa sentivo il freddo della luna sulle mani, a me sale la paura di sprofondare. Io sono un naufrago della mia mente. Ho un vuoto che si aggrappa al mio cuore e mi porta giù.
Ho bisogno di parlare con qualcuno per sentire una mano che mi sfiori e mi inviti a nuotare ancora un p0′..ancora un po’ dai.

Ma nessuno risponde, il mio urlo è muto e assorbito da queste quattro bianche mura e questi tasti neri. Nessuno risponde, capisce o vuole capire. Sono tutti presi dalla loro vita per accorgersi degli altri, di tutto il resto del mondo che costituisce la loro stessa vita. Non giudico per superiorità ma semplicemente perché sono il primo a farlo. Schierato sulla prima linea dell’egocentrismo e di una vita a porzione singola.

Ma che vita è?
Ma, la vita realmente è?
Ecco che pensieri mi vengono di notte, con quella luna che mi guarda dalla finestra.
Mi faccio domande che come unica risposta hanno un alzatina di spalle e un peso in più destinato al mio povero cuore.

Ma se l’uomo potesse conoscere tutto, vivrebbe felice? No, morirebbe di dolore.
E da questa risposta creata nella mia testa il pavimento potrebbe cedermi sotto i piedi per dare spazio alla spirale di infinito buio che si crea attorno a me. La vita non è altro che un continuare a correre verso una felicità dettata dall’ignoranza, più diveniamo saggi più siamo infelici. Vediamo le cose con angoli nuovi e con consapevolezza di sapere che misteri celino. Possiamo avvalorarci di un’istruzione così squisita da giudicare la vita stessa come un oggetto da prendere in mano e analizzare sotto la luce di una lampada; ma cosa scopriremmo?
Quell’oggetto non è altro che il diamante mai trovato, il sorriso perfetto, il tramonto più rosso e il libro più bello. Ma tutto ciò non può essere felicità. Quella la si perde nel momento stesso in cui riesci a capire che la vita è semplice, è così semplice che puoi anche smettere di continuare a correre per arrivare in orario al meeting delle 12:00 o per portare il bimbo a scuola. Non serve. Quella corsa non renderà il cielo più blu, porterà solo ad avere il fiato corto.
Prendi tempo ma non perderlo.

La vita sarà semplice e la fortuna solo un miraggio ma è sempre e comunque l’unico dono che ci hanno fatto, è scortesia non accettarlo.

Ormai sono affogato nei pensieri, perdonatemi; non sono mai stato un buon naufrago.

Una doccia calda

E’ veramente tutto qui?
Queste due mani, una testa e due gambe.
Siamo questo?
La vita è una doccia calda;
ti manca appena chiudi l’acqua.
Senti freddo.
Ma quando sei immerso in quella cascata fumante
non riesci a pensare al momento.
L’unica idea è che fra poco si dovrà uscire di lì.

Quindi, che resta di noi?
I fumi di un vapore che durano un battito d’ali.
Siamo il fumo di una vita a cui non riusciamo a pensare.

Ci si ritrova vecchi senza aver mai capito di esser stati giovani.
Si muore, pensando che sia troppo presto.
Si vive per scoprire che è sempre troppo tardi.