Si fa poesia

Scuoti la collana delle nuvole,
per far cadere il cielo di ceramica.
Vento di bicicletta con i raggi del Sole,
passa accanto e muovi una mano.
La piega nel muro,
la scorgi e sibili
la parola giusta.

Baci e prepari le mani a scrivere,
Cammini, come le dita sulla penna,
Vivi per l’ultima parola,
Muori in ogni suo respiro.

Il tuo sguardo trafitto dall’ultima freccia
Del tempo.
Cammini e nel tuo battito di ciglia
C’è la virgola,
nel respiro, il fruscio della carta.
Si fa poesia anche strusciando
I piedi
In nuvole di cemento.
Si fa poesia finché si vive,
per non morire.

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Cercare le parole

Scrivi e cancelli,
cerchi ciò che non si può trovare?
Forse.
Cancella anche l’ultima parola,
troppo falsa, troppo umana.

Con lanterne di carta e via nera d’inchiostro
cerchi la parola, quella che ti faccia sorridere,
piccolo scrigno di sabbia nelle tempeste del vento.
La parola ti fa vivere l’alternativa alla vita.

Alternativa che vuoi non ce l’avrai mai,
perché alternative non hai.
Nella tua mano resta solo quel piccolo insetto di vita.
Niente più, tutto questo.