La fine è

La fine è
il sapore del sorriso
e la vista
di una lacrima
sul balcone.

La fine è
il calore sulle mani
che toccano il
viso pallido.

La fine è quello
che non vorrai mai
avere nelle tue tasche.

La fine è nulla,
come il resto.

Se pensi che una nuvola
sia cielo,
riuscirai a crederci.

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Fardello nei tuoi sorrisi

Perché non piangi nel mattino
Di latte?
Non riesci neanche a vivere.
Fardello nei tuoi sorrisi.
Bella la giacca con il quale ti soffochi.
Bella la vita con il quale
Non hai rapporti.
Sfiora la tua pelle,
Sconosciuta.
Piangi quando sarai morto,
Perché nessuno dà
un’altra possibilità.
Sei morto.
Lo sei sempre stato.
Si muore sempre, da sempre.
Ma
Forse
Non si vive mai.
Forse.

Rumori

E questo silenzio?
Esausto sbuffo di perle,
Nuvole.

Luce netta sui tetti,
Acqua profonda nei vicoli.

La pianura di grano
Nel quale dialoga
Il vento.

Le formiche pie
Neri passi su di una
Terra sorda.

Silenzio attorno,
Ciò che si sente, semplicemente è;
È questo il rumore più sincero,
Imperituro.

Una vita con il tuo nome

Il volo dell’aereo nella finestra
e quella goccia che cadendo,
non fa rumore.

Il tempo passa e stai ancora
picchiando questi tasti neri.
Guardaci dentro, vedi chi sei.

Ridi di te stesso e nessuno riderà di te.
Non vergognarti mai, stringi la tua maschera tra le braccia
fino a farla a brandelli.
Guarda come gli occhi possano brillare in un tramonto passato.

Il mare nero e il grano tra i capelli.
Fluttuano.

Ultimo pensiero prima di dormire,
prima di morire.
Inchinati di fronte a loro.
Con granelli di pelle costruiscono
una vita che porta
il tuo nome.

Sei morto molte volte, ma
nato ancora di più.